AndreawithAI
Diario di bordo · 2026

7progetti raccontati
2progetti in bozza
1persona che scrive
0frasi generate senza rileggerle

Qui racconto quello che costruisco con l'intelligenza artificiale: strumenti veri, usati da persone vere, con i numeri ricontati e le cose che non hanno funzionato scritte accanto a quelle che sì.

scorri
Chi scrive

Faccio pubblicità online di mestiere. Poi ho iniziato a costruirmi gli attrezzi.

Mi chiamo Andrea Rega e lavoro da anni sulle campagne Meta e Google di piccole e medie aziende. A un certo punto mi sono accorto che una parte del mio tempo, e di quello dei miei clienti, se ne andava in lavori che nessuno voleva fare: ricopiare numeri in un foglio, rispondere alla stessa domanda per la ventesima volta, tenere sotto controllo cose che si muovono di notte.

Con l'intelligenza artificiale ho iniziato a costruire, da solo, gli strumenti che prima avrei dovuto commissionare. Questo diario è il registro di quel lavoro: cosa ho fatto, come, cosa è andato storto, e cosa non sono disposto a raccontare come un successo.

regola del diario

Ogni numero che leggi qui è stato ricontato sulla fonte prima di essere scritto. Quando una cosa non è verificabile, lo dico. Preferisco una pagina meno brillante a una pagina che invecchia male.

Con cosa lavoro
01
Claude Codel'agente con cui scrivo, leggo dati e costruisco: il collega che non dorme
02
Un secondo cervelloun vault Obsidian che raccoglie fonti, procedure e decisioni: la memoria di tutto quello che leggi qui
03
Un server sempre accesodove vivono le cose che non possono dormire: l'assistente WhatsApp, l'agente di trading
04
Fogli, chat e messaggigli strumenti che le persone usano già: preferisco entrarci dentro che chiedere di cambiare abitudini

I progetti

Sette progetti, in ordine di quando li ho vissuti. Ognuno ha un colore, un racconto e un pezzetto dello strumento vero da toccare.

L'assistente che risponde mentre dormo.

Un cliente che vende online riceveva le stesse domande tutti i giorni: dov'è il mio ordine, quanto costa la spedizione, questo prodotto fa per me. Arrivavano di sera, nel weekend, da mezza Europa. A rispondere era una persona sola, che nel frattempo aveva un'azienda da mandare avanti. Così il cliente aspettava ore, a volte giorni, per una risposta che era già scritta da qualche parte.

Ho costruito un assistente che vive dentro WhatsApp, il posto dove i clienti scrivono già. Capisce la domanda, risponde nella lingua di chi scrive e sa dove andare a cercare quello che non sa. E soprattutto sa quando fermarsi: un reso o un reclamo non si gestiscono con l'automazione, quindi passa la conversazione a una persona e da quel momento tace. Come ci riesce lo tengo per me: è la parte che vale.

La parte di cui vado più fiero non è la velocità. È che dopo sei mesi ho tirato fuori i numeri dalle conversazioni vere e ho scelto le mediane, non le medie. Le medie erano più spettacolari, ma falsate da chat riprese giorni dopo.

prima risposta dell'assistente: mediana 4 s · prima risposta di una persona: mediana 23 h
Scegli la lingua del cliente · l'assistente la riconosce da solo
AI
Assistenza assistente AI
online · sempre
demo anonima: negozio senza nome, catalogo fittizio, nessun dato di clienti reali · stai parlando con un assistente automatico
80%delle conversazioni chiuse senza una persona
43%dei messaggi arriva di sera, di notte o nel weekend
1 su 5clienti scrive dall'estero
24/7acceso di notte, nei weekend e nei festivi
come l'ho verificato — ricontato su sei mesi di conversazioni vere · misura: mediana, non media, perché le medie erano falsate dalle chat riprese giorni dopo · in pagina nessun dato di clienti reali
cosa mi porto via

Un assistente utile si riconosce da quando chiama una persona, non da quante cose sa rispondere.

Due giorni per la console d'asta.

All'asta del fantacalcio hai trenta secondi per decidere quanto vale un giocatore, e i dati che servono stanno in sei posti diversi: un Excel, tre siti, due guide. Nessuno dei sei parla con gli altri. Il problema non è trovare le informazioni, è tenerle insieme mentre il banditore va avanti e tu devi ricordarti quanti crediti ha lasciato ciascuno dei nove avversari.

In due giorni ho messo tutto su un solo schermo, con i conti già fatti: quanto vale davvero un giocatore per la mia lega, chi è titolare, quanto mi resta da spendere per reparto. E siccome durante l'asta hai le mani impegnate, non si digita: si dice il nome e il prezzo.

Il lavoro vero non è stata l'interfaccia. È stato far capire allo strumento che sei fonti chiamano lo stesso giocatore in sei modi diversi, e che devono diventare una riga sola. Come ci sono riuscito è la parte che non racconto. Ho ricontato gli agganci uno per uno prima di scriverli qui: una scheda su 194 resta scoperta, perché quel giocatore nel listone ufficiale non c'è proprio.

La console d'asta · il motore vero: parla, scrivi, sfoglia le liste, guarda il campo
lega da 10 · 500 crediti · la rosa a destra si aggiorna a ogni acquisto
esempi da provare:
in ascolto quando premi
i miei crediti500
rosa0 / 25
Marco (avversario)500
È il motore vero della console: 512 nomi del listone 2026/27, riconosciuti anche se li storpi. Il numero è il prezzo. Un terzo nome è l'avversario che se lo porta a casa.
Schede scritte a mano prima dell'asta: fascia, tetto di spesa consigliato per la mia lega, rigori, piazzati, note. Il tetto è il numero che conta quando il banditore va avanti.
Formazioni tipo delle venti squadre, disegnate in campo: verde se è già mio, barrato se l'ha preso un altro. Sotto, le alternative e chi batte i rigori.
Tutti i 512 del listone in un colpo d'occhio: chi ho preso io, chi è sfumato a un avversario, chi è ancora libero. Ogni acquisto fatto a voce nell'asta aggiorna questa tabella.
512giocatori del listone ufficiale, 20 squadre
193 / 194schede scritte a mano agganciate al listone
220 / 220titolari delle formazioni tipo agganciati
2giorni dal foglio bianco all'asta
come l'ho verificato — agganci ricontati uno per uno sul listone ufficiale · una scheda su 194 resta scoperta, quel giocatore nel listone non c'è · sull'esito dell'asta non ho misurato niente
cosa mi porto via

Non ho misurato come è andata l'asta, e non userei un piazzamento al fantacalcio come prova che un software funziona.

Il foglio diceva che l'anno era in perdita. Non era vero.

Un e-commerce di cosmetica vendeva su quattro canali che finivano in tre pannelli diversi. Ogni mattina qualcuno ricopiava i numeri a mano in un foglio di calcolo. Il foglio aveva due colonne di fatturato e una riga di totale che ne sommava una sola. Nessuno se n'era accorto, perché ogni singolo giorno, letto da solo, tornava. A saltare erano solo i totali di fine mese: quelli che nessuno ricontrolla, perché è proprio per non doverlo fare che si tiene un foglio.

Ricostruito sui dati grezzi della piattaforma, lo stesso periodo cambiava segno. Da lì è nata la domanda vera: non «come correggo questo file», ma «come faccio in modo che non serva più ricopiare niente a mano». Adesso si scrive una frase a un assistente che sa dove stanno i numeri. Lui guarda quali giorni mancano, va a prenderseli e li scrive. Le formule del foglio non le tocca.

La parte che conta è quella in cui si rifiuta di scrivere. Un'automazione che riempie caselle senza controllare è più pericolosa del lavoro a mano, perché sbaglia più in fretta e con più convinzione. Prima di ogni riga fa i suoi controlli: se qualcosa non torna, si ferma e lo dice.

Il foglio che si compila · celle blu scritte dall'automazione, in corsivo le formule del foglio
›aggiorna il cash flow
giornofatturatoordiniadssorgentiivanettomargine
✓i conti devono tornare
✓non riscrive quello che trova
✓si ferma a ieri
prima: totale sette mesi 26.226 € · la seconda colonna, 16.899 €, non era sommata da nessuna formula. Valori delle giornate qui sotto: esempio, la struttura è quella vera.
16.899 €di fatturato che il file non aveva mai contato
8mesi ricostruiti dalla fonte giusta
0numeri ricopiati a mano, da allora
1frase per aggiornare tutto
come l'ho verificato — ricostruito dalla fonte del negozio, mese per mese, sugli otto mesi · cliente anonimo per scelta · il foglio è rimasto quello che il cliente sapeva già leggere
cosa mi porto via

Ho lasciato in piedi il foglio che il cliente sapeva già leggere. È la differenza fra un'automazione e una dipendenza.

Quarantaquattro giorni senza comprare niente.

Ho costruito un agente di trading che gira da solo, ventiquattro ore al giorno. Nelle prime sei settimane ha eseguito centinaia di controlli e non ha aperto una sola posizione. Funzionava esattamente come doveva: prima di comprare devono essere aperti tre cancelli insieme, e per quarantaquattro giorni non lo sono stati. Cosa c'è dietro ogni cancello resta nel codice.

In quell'attesa il segnale è scattato due volte, e tutte e due le volte l'agente ha rifiutato di comprare perché il contesto non era quello giusto. Sono le due righe di diario che valgono più di tutte le altre: è lì che un sistema dimostra di essere un sistema e non un pretesto per fare quello che si vorrebbe fare comunque.

C'è anche un'AI, e non ha poteri. A ogni tick legge le notizie e scrive nel diario un giudizio sul mercato; poi il sistema la ignora e applica le sue regole. Sembra una limitazione ed è la scelta di progetto più importante: un modello che legge i titoli è bravissimo a raccontare perché il mercato si muove e pessimo a dirti cosa fare. Il rendimento? Cambia a ogni candela: sta nella scheda completa, con le etichette addosso.

regime: euforia · suggerirei di ridurre la posizione — [ignorato: lo stop mobile aveva già deciso, mesi prima]
I tre cancelli · toccali: compra solo se sono aperti tutti insieme
Due su tre chiusi → nessun ordine. L'agente scrive il motivo nel diario e aspetta il tick successivo.
attesaincrocio vetatoacquistoposizione aperta
44giorni prima del primo ordine
2incroci rifiutati prima di quello buono
32rilievi della verifica avversariale, 18 corretti nel codice
1trade: un campione da cui non si conclude niente
come l'ho verificato — 56 giorni di diario della macchina, letti uno per uno · un solo trade: campione troppo piccolo per concluderne qualcosa, e infatti non concludo · nessun rendimento in pagina
cosa mi porto via

Un sistema che decide da solo si giudica da quando si rifiuta di agire.

Il portafoglio che mi dice come sto.

I miei investimenti stavano in posti diversi: un broker per gli ETF, più piattaforme per le cripto, un foglio che invecchiava. Ogni volta che volevo sapere «come sto» dovevo sommare a mano, e ogni volta mi fidavo un po' meno del totale. Così ho costruito un'app tutta mia: un solo file, senza server e senza abbonamenti, che apro anche dal telefono.

Dentro c'è tutto quello che un estratto conto non dice: quali aziende possiedo davvero attraverso gli ETF, quanto sono esposto al dollaro, come è cambiato il patrimonio giorno per giorno da maggio, quanto pagherei di tasse se vendessi oggi, con le regole italiane e le loro asimmetrie. Per aggiornarla dico una frase: l'assistente legge i prezzi dalle liste che consulto già, ricalcola, controlla e salva una versione. Come, resta nel mio quaderno.

La lezione l'ho pagata: per mesi un token era valutato quattro volte meno del vero, perché il prezzo arrivava da un omonimo su un'altra rete. Nessun errore di calcolo, solo la fonte sbagliata. Da allora le fonti si prendono dalle mie liste e mai si indovinano, e ogni aggiornamento passa da un controllo di plausibilità prima di scrivere. Qui sotto c'è l'app vera, così com'è: puoi cambiare scheda, toccare i prezzi, salvare uno snapshot. Gli importi li tengo per me; quotazioni e percentuali sono quelle reali.

un token: prezzo letto 4× sotto il range plausibile → sospetto omonimo su un'altra rete. Non scrivo. Chiedo conferma.
L'app, così com'è · importi e quantità oscurati, quotazioni e percentuali reali
a tutto schermo ↗
9 + 20posizioni: ETF e cripto, più la liquidità
1file, zero dipendenze: si apre dal telefono
44fotografie del patrimonio dal 26 maggio
4×l'errore su un prezzo, scoperto da un controllo
come l'ho verificato — 44 fotografie del patrimonio dal 26 maggio · importi riscalati e oscurati, quotazioni e percentuali reali · progetto personale, non è consulenza
cosa mi porto via

Se un numero è fuori scala, prima dubito della fonte e poi del mercato. E i miei soldi restano miei: l'app la vedi tutta, gli importi no.

Progetto personale di gestione dei miei investimenti. Non è consulenza finanziaria e non è un servizio offerto a terzi.

Cosa ho capito

Quattro cose che si ripetono in tutti i progetti, scritte in prima persona perché me le sono guadagnate sbagliando.

dai cancelli

All'AI do la penna, non il grilletto.

Nei sistemi che costruisco il modello legge, scrive, propone. Le decisioni che contano le prende una regola scritta prima, a mente fredda. Se un giorno il registro dimostrerà che aveva ragione, ne riparliamo.

dal foglio

Un'automazione che non sa fermarsi è un bug più veloce.

Ogni cosa che scrive da sola deve avere una condizione per cui rifiuta di scrivere. È lì che si vede la differenza fra un aiuto e un rischio.

dall'assistente

I numeri onesti sono meno belli. Li uso lo stesso.

Mediane invece di medie, campioni dichiarati, un callout che dice cosa non è verificabile. Una pagina che promette meno invecchia meglio.

dalla console

Il lavoro è far parlare i dati fra loro, non disegnare schermate.

Sei fonti che chiamano la stessa cosa in sei modi: la parte invisibile del progetto è quella che decide se lo strumento è utile o un giocattolo.